Gli sconti Irpef previsti nella Proposta di Legge di Bilancio 2026 puntano ad aumentare il reddito netto disponibile per quello che viene considerato il ceto medio.
Vediamo a seguire come potrebbe cambiare l’aliquota.
Già nel 2024 il Governo aveva unificato i primi due scaglioni Irpef, aumentando, di fatto, la fascia di chi paga l’aliquota minima del 23%.
Quello che ci si propone di fare adesso è un intervento sulla seconda aliquota, con lo scopo di favorire il ceto medio aumentandone il reddito disponibile.
Nella bozza della manovra di Bilancio 2026 non sembra ancora chiaro se il Governo apporterà delle modifiche anche alle detrazioni da pensione o da lavoro.
Gli sconti IRPEF, suddivisi per scaglioni, potrebbero essere:
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Nel disegno di Legge di bilancio 2026 verrà introdotta una nuova agevolazione, una tantum, riferibile al solo 2026, sugli incrementi retributivi corrisposti ai lavoratori del settore privato.
L’agevolazione dovrebbe riguardare i rinnovi contrattuali sottoscritti negli anni 2025 e 2026 ma con un limite: coinvolgerà solo i redditi da lavoro di importo non superiore a 28mila euro/anno.
Fatta salva l’espressa rinuncia del lavoratore, gli incrementi saranno soggetti a una imposta ad aliquota costante del 5 per cento, sostitutiva delle addizionali regionali e comunali e dell’Irpef.
Accanto agli sconti IRPEF, la manovra 2026 potrebbe includere altri interventi fiscali a favore dei lavoratori, come abbiamo visto, ma anche dei pensionati e dei lavoratori autonomi.
Un esempio è la detassazione tredicesime per lavoratori e pensionati.
Altra possibilità è quella di estensione della Flat tax del 15% per i lavoratori autonomi.
In questo caso potrebbe esserci un possibile innalzamento del tetto massimo del reddito annuo che passerebbe da 85mila euro a 100mila euro.
E ancora, la rimodulazione dei bonus edilizi, che, per prime e seconde case, potrebbero scendere al 30% nel 2026.
E’ via libera anche alla possibile proroga, ma solo sui lavori nelle prime case, del credito di imposta del 50% .
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Anche per questo settore sono previste delle modifiche.
Ci sarà infatti la possibilità di dichiarare direttamente i redditi da locazione breve nella dichiarazione dei redditi ma con delle limitazioni.
Sarà possibile farlo solo in un caso:
se, nel corso dell’anno, non siano stati portati a conclusione contratti tramite intermediari immobiliari, o piattaforme telematiche, deputate a creare un ponte tra offerta di locazione e domanda.
In caso siano presenti degli intermediari restano fermi gli obblighi a loro carico.
Tra gli obblighi troviamo la trasmissione dei dati dei contratti e la ritenuta d’acconto sui canoni versati.
In conclusione
In questo articolo abbiamo visto solo alcuni vantaggi tra agevolazioni e sconti IRPEF proposti nella bozza della legge di bilancio 2026.
il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un professionista, un commercialista Milano eserto.
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