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Fatturazione da paesi esteri: l’autofattura elettronica è obbligatoria

29 Settembre 2022

Fatturazione da paesi esteri: l’autofattura elettronica è obbligatoria

Il DL 146/2001 approvato a dicembre 2021, ha sancito che a partire dal 1° luglio 2022 per tutte le operazioni effettuate con l’estero sarà obbligatorio emettere l’autofattura in formato elettronico. L’esterometro di conseguenza è stato abolito perdendo la sua efficacia a partire da tale data.

Novità: il decreto Semplificazione ha introdotto un nuovo principio e pertanto l’integrazione è da effettuare solo per operazioni di importo superiore a 5.000 Euro. Ma attenzione, l’esclusione vale solo per alcune tipologie di operazioni.

In particolare NON si avrà l’obbligo di emettere la fattura elettronica di integrazione per acquisti esteri solo nei seguenti casi:

– operazioni per le quali è stata rilasciata una bolletta doganale,
– operazioni per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche, nonché
– quelle, purché di importo non superiore a € 5.000 per ogni singola operazione, relative ad acquisti di beni e servizi non rilevanti territorialmente ai fini Iva in Italia ai sensi degli artt. da 7 a 7-octies D.P.R. 633/1972.

Entriamo nel dettaglio di questo nuovo decreto e quali sono le regole da seguire.

Come funzionava prima

Negli anni passati, quando si riceveva una fattura estera (o reverse charge) bisognava:

  • registrarla in contabilità nel registro acquisti;
  • integrarla aggiungendo l’iva;

procedere al registro in contabilità vendite di un’autofattura di pari importo, allo scopo di renderel’operazione neutra ai fini iva.Queste operazione venivano effettuate direttamente dal tuo commercialista in fase di registrazione delle tue fatture.

Come funzionerà a partire dal 1° luglio 2022?

Fatturazione da paesi esteri: l’autofattura elettronica è obbligatoria

Alla ricezione di una fattura estera (PDF o cartacea), il decreto prevede la necessità di emettere una fattura elettronica con specifica indicazione delle nuove tipologie di documento messe a disposizione dall’agenzia delle Entrate.

Con l’autofattura obbligatoria cambiano anche le modalità di invio, sarà necessario adottare il formato standard XML passando dal Sistema di Interscambio. Novità anche sui tempi di invio, non è più possibile inviare ad unicum i dati del trimestre di riferimento entro il mese successivo, ma è necessaria una trasmissione telematica operazione per operazione.

Le aziende italiane sono tenute ad inviare al SdI anche le informazioni relative alla fatturazione estera nello stesso formato “XML B2B” delle fatture nazionali.

Di seguito andiamo ad analizzare tutte le parti necessarie da conoscere della fattura elettronica.

Campo “codice destinatario”. In questa sezione vanno inseriti i vostri dati necessari alla ricezione delle fatture elettroniche. Potete indicare a scelta una delle due opzioni:

  • il vostro codice destinatario;
  • il codice generico formato da solo 7 zeri: 0000000.

Campo “Tipo di documento”. Le tipologie di documento da utilizzare sono i seguenti:

  • TD17 – Integrazione-autofattura per acquisto servizi dall’estero (soggetto estero residente in UE o extra UE, nella Repubblica di San Marino, oppure nella Città del Vaticano)
  • TD18 – Integrazione per acquisto di beni intracomunitari (soggetto estero residente quindi in uno dei Paesi della Comunità Europea)
  • TD19 – Integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art. 17, c 2, D.P.R. 633/72 (Questa fattispecie si viene a determinare quando il venditore di Paese Estero vende beni che si trovano già nel territorio italiano, in questo caso non si richiede l’operazione di importazione o altro; si procede emettendo una fattura indicante solo l’imponibile e non l’imposta che verrà assolta dal compratore italiano. Quest’ultimo, sarà tenuto ad emettere l’autofattura riportando nel rispettivo documento i dati relativi all’imposta).Tramite le autofatture con specifica indicazione di uno di questi Tipi di Documento, l’Agenzia delle Entrate in maniera del tutto automatica indicherà l’importo dell’iva sia nelle vendite che negli acquisti.Nel campo “Data” all’interno della sezione Dati generali è necessario indicare:
  • la data di ricezione (o comunque una data dello stesso mese di ricezione della fattura emessa dal fornitore estero), nel caso di emissione del documento integrativo relativo all’acquisto da fornitore intra-UE;
  • la data in cui è stata effettuata l’operazione, nel caso di emissione dell’autofattura relativa a fornitori extra-UE.

Come bisogna comportarsi invece per le note di credito?

Se le note di credito emesse dal cedente prestatore estero con lo scopo di rettifica di una fattura trasmessa in cui non è indicata l’imposta in quanto il debitore d’imposta è il Cessionario Committente nazionale, quest’ultimo può provvedere all’integrazione della nota di credito ricevuta con il valore dell’imposta. Dovrà utilizzare la stessa tipologia di documento trasmessa allo SDI (codici TD17-TD18-TD19), indicando gli importi con segno negativo. Attenzione non deve utilizzare il documento TD04 di norma usato per le altre note di credito.

Quali sono le scadenze?

Secondo la nuova normativa, il soggetto cessionario o committente residente in Italia è tenuto ad integrare ed annotare la fattura entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricezione della fattura, ma con l’onere di imputarla per la liquidazione del mese precedente (cioè di ricezione). Qualora la fattura non arrivasse entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, subentra l’onere di emettere autofattura (articolo 46, comma 5) entro il 15 del mese successivo (terzo mese dall’effettuazione dell’operazione).

Sarà obbligatorio anche l’integrazione delle fatture di reverse charge italiane?

No, per gli acquisti interni con una fattura elettronica con inversione contabile si può continuare a integrare manualmente il documento. Si tratta delle fatture ricevute da un soggetto italiano in cui è indicato uno dei codici iva con natura da N6.1 a N6.9 (operazioni ex art. 17 del DPR 633/72). Ad esempio possono rientrare in questa tipologia le fatture per lavori di pulizia o subappalti edili o lavori su fabbricati. Tuttavia la circolare 13E del 2018 consente di utilizzare già facoltativamente la modalità elettronica in maniera analoga alle fatture estere.

In questo caso si dovrà utilizzare l’apposita tipologia documento:

• TD16-integrazione fattura reverse charge interno
Non vi sarà alcun obbligo dell’invio dell’integrazione a chi ha emesso la fattura.

In caso di errore di compilazione di un’autofattura cosa posso fare?

In caso di errore bisognerà procedere emettendo un’altra autofattura, con lo stesso Tipo Documento e gli stessi dati di quella originale, ma in questo caso con segno negativo.

Per le fatture attive verso Paesi esteri ci sono cambiamenti?

Si, per le fatture attive relative a operazioni verso soggetti non residenti in Italia è necessario emettere una fattura elettronica di tipo TD01 (come per le fatture di vendita nazionali),  il destinatario non sarà italiano ma estero. Poiché il soggetto estero non è in possesso di uno specifico codice, bisognerà inserire le 7 x nel campo codice destinatario: xxxxxxx.

Obiettivi e vantaggi di questo adempimento

La scopo della trasmissione di questi documenti all’Agenzia delle Entrate è quella di velocizzare e produrre la liquidazione iva precompilata. La liquidazione iva (già disponibile ora in prova) è scaricabile sul canale Entratel o Fisconline e integrabile con dati attualmente non recepiti dall’Agenzia, come deducibilità parziale di alcune spese (ad esempio quelle telefoniche o relative alle auto). Un vantaggio del nuovo adempimento è l’abolizione, dal 1° luglio 2022, dell’esterometro per le fatture passive estere sia UE che Extra Ue.

Fatturazione da paesi esteri: l’autofattura elettronica è obbligatoria, qualche ulteriore chiarimento? Non esitare a contattare lo Studio Parotelli.



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