Regimi fiscali 2021

Tra le priorità del Governo rientra anche la riforma fiscale che, secondo le ultime notizie, dovrebbe apportare delle modifiche sostanziali al sistema tributario per poter alleggerire la pressione fiscale sul ceto medio e sulle famiglie con figli.
Su questo punto, infatti, tra gli aspetti che preoccupano maggiormente i cittadini italiani c’è anche la questione relativa ai regimi fiscali, ossia delle fasce di reddito alle quali corrispondono determinate percentuali sugli utili.

 

 

 

 


I regimi fiscali 2020: come funzionano ad oggi

Dopo il riordino dei regimi fiscali voluto da Renzi, i regimi fiscali sono stati portati da 5 a 3. È stato infatti eliminato il “regime dei minimi” al posto del quale è stato introdotto il “regime forfettario” con aliquota agevolata al 5% per i primi 5 anni per le imprese e, per i successivi, al 15%. È proprio il regime forfettario a costituire una delle principali introduzioni che hanno modificato il sistema tributario del nostro Paese dall’anno scorso.
Per poter godere dei vantaggi messi a disposizione dal forfettario è necessario avere specifici requisiti, tra cui:

  • Essere titolari di partita IVA;
  • Percepito compensi annui o ricavi non superiori a 65.000€. Nel caso in cui si portino avanti attività con codici Ateco differenti, è necessario considerare ugualmente la somma dei ricavi dati dalle differenti attività.
  • Si siano sostenute spese non superiori a 20.000€ lordi per lavoro accessorio, dipendente e compensi a collaboratori.
  • Reddito percepito da lavori dipendenti (o assimilati) e pensioni non superiori ai 30.000€.

Oltre al regime forfettario, i contribuenti possono rientrare nel regime ordinario o nel regime ordinario semplificato (che vale per coloro che hanno ricavi complessivi inferiori a 400.000€ per prestazioni di servizio o 700.000€ per altre attività).

Le prospettive per il 2021

Stando a quanto annunciato, nella firma fiscale 2021 sarà previsto un assegno unico per i figli a carico che potrebbe raggiungere l’importo di 200€/figlio. Al tempo stesso, qualora non ci fossero sorprese, ci si possono aspettare alcune agevolazioni o riduzioni delle tasse promosse dal governo in relazione alla seconda ondata della pandemia globale e con lo scopo di poter risollevare la popolazione.

In ogni caso è opportuno fare riferimento al proprio commercialista di fiducia che potrà fornire tutti i suggerimenti sulle spese fiscali che dovranno essere sostenute durante il prossimo anno. Inoltre, è opportuno ricordare che, in un contesto legislativo così fluido e in continuo divenire come quello italiano, il commercialista è un punto di riferimento prezioso, che può fornire le delucidazioni del caso. A titolo esemplificativo, si ricorda che il commercialista può fornire un prospect dei costi in relazione ai ricavi attesi per il 2021 e suggerire la soluzione più adeguata ad alleggerire i costi.

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